Negli anni ’90 ascoltavo la musica dei 99Posse, un gruppo ragamuffin schierato a sinistra… molto a sinistra. Adoravo Luca Persico, che è nato il mio stesso anno e il mio stesso mese. Dieci anni dopo ascoltavo gli Ultima Frontiera, un gruppo di destra… molto a destra. Oggi ascolto entrambi… senza problemi. Lo so, per qualcuno è un’eresia. Nella testa della maggior parte delle persone manca il file che possa far andare d’accordo queste preferenze musicali. Hanno l’emisfero di destra, quello di sinistra, ma manca loro il corpo calloso che li tiene insieme.
In questo Paese si dovrebbe fare uno sforzo per evitare di aprire sempre la porta al passato, il quale risucchia con il suo veleno, il suo odio, le sue guerre ingiuste, i suoi rancori e i suoi crimini… ogni fenomeno che vuole essere nuovo nel Presente. Ma io vivo Adesso, non settant’anni fa. Sinistra e destra di oggi sono così diverse da ciò che s’intendeva negli anni ’70 con questi termini, che risulta ridicolo continuare a sbandierare gli stessi slogan vecchi di decenni. Berlinguer considererebbe “di destra” certe scelte della sinistra odierna.
In questo periodo storico non credo sia così importante stare a sinistra o a destra, credo sia più urgente stare lontani dal “grande centro”, ossia dal pensiero omologato, tiepido, frutto di una coscienza sonnolenta. È imperativo sgusciare fuori da vecchi schemi mentali che hanno sessant’anni sulle spalle. In politica utilizziamo espressioni e manifestiamo timori – come la paura che il governo venga affidato a una sola persona, ossia a un vero leader – che risalgono ai traumi psicologici derivanti dalla guerra. Siamo a tutti gli effetti sotto una dittatura europea [si vedano i miei articoli Cedere sovranità – Mes e Cedere sovranità – Fiscal Compact], con tanto di esercito sovranazionale, ma al contempo abbiamo il terrore che torni il Fascismo!

Il passato non tornerà, perché non può mai tornare. Non è mai successo. Noi siamo diversi dai nostri nonni; cambiano gli uomini e inevitabilmente cambia chi li governa. Ma la paura che torni il passato (il fascismo, il comunismo) viene utilizzata mediaticamente come spauracchio, per evitare che troviamo il coraggio di mandare a casa chi ci governa oggi.
“Non vorrete mica tornare al fascismo o al bolscevismo? Tenetevi quello che c’è oggi, che in fondo è il male minore!”
Smettiamo di essere numeri e diventiamo individui con un Ideale, con una Visione verso cui tendere; allora non sarà più così importante se facciamo riferimento a personaggi di sinistra piuttosto che di destra. Questa dicotomia destra/sinistra è una trappola che impedisce alle persone di ipotizzare una società futura capace d’ispirarsi a valori saldi pur restando priva di qualunque colore ideologico. Vedere giovani che ancora oggi etichettano le idee e le persone come “di destra” o “di sinistra” mi fa piangere il cuore. Chi mi ascolta e poi mi etichetta come “di destra” non ha capito nulla di me e di ciò per cui sto lavorando.
Alcuni partiti hanno il compito di tenere buoni quelli di sinistra, altri partiti hanno il compito di tenere buoni quelli di destra. Intanto qualcuno con le idee chiare, qualcuno che agisce dietro le quinte della bagarre politica – qualcuno che non scende in strada, nel 2012, a inneggiare al Duce o a Che Guevara – vuole estinguere le sovranità nazionali in previsione di un governo unico sovranazionale gestito da banchieri e finanzieri – dotato di una sua polizia sovranazionale già operante (Eurogendfor) – dove i parlamentari europei sono solo fantocci. Questo è l’obiettivo verso cui attualmente si muovono sia l’Europa che il mondo.

L’estrema sinistra e l’estrema destra si sono entrambe accorte di questo piano… ma le chiusure mentali, dovute agli attaccamenti alle vecchie ideologie, impediscono loro di collaborare.
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Salvatore Brizzi
NON DUCOR DUCO
(non vengo condotto, conduco)
A Torino, per tutto il mese di Dicembre, sia il sabato che la domenica, in pza Castello ang. Via Pietro Micca, dalle 15:00 alle 18:00, due giovani ignei e volenterosi allestiscono i banchetti per la raccolta firme del Partito Italia Nuova.
(se vuoi sapere in quali altre città si fa la stessa cosa, vai a questa pagina del sito e contatta i responsabili regionali http://www.partitoitalianuova.it/sedi-del-pin )
Il Sistema non si cambia scrivendo “Non mi piace” su facebook, ma scendendo in strada a fare i banchetti… al freddo… la domenica.
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