A differenza di quanto sostiene il Governo nei suoi proclami ufficiali, il carico fiscale sulle imprese italiane può sfiorare il 70% della ricchezza prodotta. Partendo dal presupposto che dare allo Stato ciò che lo Stato ti chiede è doveroso, persino motivo d’orgoglio, aggiungiamo però che in questo contesto storico la morsa delle istituzioni si sta facendo inaccettabile e, soprattutto, controproducente.
Su La Stampa di qualche mese fa, veniva riportato l’esempio d’un imprenditore del Friuli, Daniele Strizzolo, che possiede tre McDonald’s fra Udine, Martignacco e Tavagnacco. Nel 2011 ha fatturato 7.756.000 euro e ha prodotto utili per 156.172 euro. Insomma… un’attività di successo. Ma quest’anno Strizzolo pagherà 54.480 euro di Ires, 59.674 di Irap, in tutto 111.154 euro. Gli utili – a questo punto sono rimasti 45.000 euro – verranno completamente reinvestiti per l’apertura di un quarto ristorante. A Strizzolo resta il compenso annuo da amministratore unico: 61.600 euro… lordi.
Il Total Tax Rate è l’indice della pressione fiscale sulle imprese. Tiene conto di ogni imposta potenziale a carico delle imprese: sulla proprietà, gli utili, il lavoro, i rifiuti, le auto, i dazi, i capitali. Secondo la Banca Mondiale, in Italia il Total Tax Rate raggiunge il 68,5% del reddito d’impresa. La media europea e quella mondiale si aggirano intorno al 45%. Siamo all’ultimo posto in Europa e nel mondo occupiamo una posizione ben poco dignitosa. In Germania la percentuale è al 46,7%, in Spagna al 38,7% e nel Regno Unito al 37,3%. Poco meglio di noi, la Francia col 65,8%. Sotto il 30%, invece, si collocano il Lussemburgo (quello con la percentuale più bassa in Europa: 20,8%), ma anche Cipro, Irlanda, Bulgaria e Danimarca. Sui 183 paesi presi in considerazione dallo studio, l’Italia risulta al 167° posto quanto al peso del prelievo fiscale sulle imprese, a causa, soprattutto, delle tasse sul lavoro e dei contributi sociali pagati dai datori di lavoro.
(http://data.worldbank.org/indicator/IC.TAX.TOTL.CP.ZS)
Il Partito Italia Nuova insiste molto sul proporre un nuovo sistema fiscale perché quello attuale è da suicidio. Quando non vengono incentivate le aziende, è l’economia in toto a essere penalizzata, imprenditori e dipendenti in egual misura. Non è più una questione di lotta di classe, non ha più senso invischiarsi nelle sabbie mobili concettuali della sinistra o della destra; l’unica cosa che conta oggi è riuscire a mettere in opera un nuovo sistema, in sostituzione di uno che oramai ha fatto il suo tempo.
Con il nuovo Sistema Fiscale di tipo Proporzionale ad aliquota fissa al 15%, in sostituzione di quello progressivo attuale, che, come abbiamo visto, arriva oltre il 60%, i conti pubblici possono tornare ugualmente anche senza spremere i cittadini. Il concetto è che tutti sono disposti a pagare se tutti pagano solo il giusto.
Questo significa che tutti pagano il 15% di quanto guadagnano (sistema proporzionale). Nell’attuale sistema progressivo invece la percentuale d’imposta sul reddito (l’aliquota, appunto) anziché restare fissa, cresce con il crescere del reddito (23% – 31% – 45%). In altre parole significa che più ho successo, più guadagno, più vengo progressivamente punito. Un ottimo disincentivo alla crescita della nazione.
A Torino, per tutto il mese di Dicembre, sia il sabato che la domenica, in pza Castello ang. Via Pietro Micca, dalle 15:00 alle 18:00, due giovani ignei e volenterosi allestiscono i banchetti per la raccolta firme del Partito Italia Nuova.
(se vuoi sapere in quali altre città si fa la stessa cosa, vai a questa pagina del sito e contatta i responsabili regionali http://www.partitoitalianuova.it/sedi-del-pin )
Il Sistema non si cambia scrivendo “Non mi piace” su facebook, ma scendendo in strada a fare i banchetti… al freddo… la domenica.
Salvatore Brizzi
NON DUCOR DUCO
(non vengo condotto, conduco)
Giovedì 13 Dicembre a Torino, Armando Siri terrà un incontro aperto all’interazione con il pubblico, con eventuali chiarimenti sulle proposte del PIN.
Inizio ore 21:00, presso Collegio San Giuseppe – Via San Francesco da Paola 23 – Torino.
(da qui è possibile acquistare Il libro di Draco Daatson).
Il mio libro viene venduto per i primi mesi a un prezzo di lancio di 9 euro (il prezzo futuro sarà di 13 euro). Per chi non è pratico di internet può essere acquistato anche telefonicamente attraverso i numeri verdi: 800 135 977 (Il Giardino dei libri) oppure 800 089 433 (Macrolibrarsi). Dato il prezzo ridotto vi consiglio di acquistarlo insieme all’altro mio testo La Rinascita Italica, che rappresenta l’applicazione politica e sociale delle idee espresse da Victoria Ignis e Draco Daatson. Oppure insieme ad altri libri consigliati (in particolare Il mito del Vril, testo ancora insuperato che indaga questa misteriosa energia).
Il libro è rintracciabile presso:
Il Giardino dei Libri
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Tutte le librerie esoteriche di Torino



